È una delle domande che ci fanno con più delicatezza, spesso nei primi mesi, quando si cerca di rinunciare al caffè e si vorrebbe qualcosa di caldo e “naturale”. La nostra risposta sulle tisane in gravidanza è sempre la stessa, e la mettiamo subito all’inizio: prima di bere qualsiasi tisana, anche la più comune, chiedi al medico, al ginecologo o all’ostetrica che ti segue. Non è una formula di rito. Ti spieghiamo perché.
Perché le tisane in gravidanza richiedono prudenza
In gravidanza il corpo cambia, e cambia anche il modo in cui reagisce a ciò che mangiamo e beviamo. Alcune sostanze delle piante possono raggiungere il bambino attraverso la placenta e, dopo il parto, attraverso il latte materno.
C’è poi un problema di conoscenza. Per ragioni etiche gli studi sulle donne in gravidanza si fanno raramente, e per la grande maggioranza delle piante i dati sulla sicurezza in questo periodo sono pochi o assenti. Le stesse monografie europee sulle piante, quando i dati mancano, scrivono che l’uso in gravidanza non è raccomandato. Per questo noi non indichiamo nessuna pianta “adatta alla gravidanza”: la scelta va fatta con chi conosce la tua storia clinica.
“Naturale” non vuol dire innocuo
Una tisana è fatta di piante, e le piante contengono sostanze attive. Alcune hanno un’azione delicata, altre molto più marcata. Il fatto che una tisana si compri senza ricetta, o che la bevesse già la nonna, non dice nulla sulla sua sicurezza in gravidanza. Conta anche la quantità: una tazza ogni tanto e tre tazze al giorno per mesi sono due cose diverse.
Attenzione poi alle miscele pronte: un nome rassicurante può nascondere piante da evitare. Leggi sempre l’elenco degli ingredienti e mostra la confezione a chi ti segue.
Le piante sconsigliate in generale
Senza entrare in dosi, che non spetta a noi indicare, ci sono alcune categorie di piante che le schede ufficiali e la prudenza indicano come da evitare in gravidanza, salvo diversa indicazione del medico:
- Liquirizia. Nella sua monografia sulla radice di liquirizia, l’Agenzia europea dei medicinali indica che l’uso in gravidanza non è raccomandato. È presente in molte miscele, spesso per addolcire.
- Piante lassative, come senna, cascara, frangola e il lattice di aloe, che hanno un’azione intensa sull’intestino.
- Piante con principi attivi forti, come iperico, salvia e artemisia, e in generale le piante che possono interferire con i farmaci.
- Oli essenziali. Sono concentratissimi: non vanno aggiunti alle tisane, né ingeriti, né usati sulla pelle senza il parere del medico.
- Bevande con caffeina, come tè, mate e guaranà: la quantità va concordata con chi ti segue.
Questo elenco non è completo, e il fatto che una pianta non compaia qui non significa che sia adatta. La stessa prudenza vale durante l’allattamento.
Tisane in gravidanza: come parlarne con chi ti segue
- Porta alla visita le confezioni delle tisane che bevi o vorresti bere, con l’elenco degli ingredienti.
- Indica quante tazze bevi al giorno e da quanto tempo.
- Segnala anche integratori, estratti e oli essenziali che usi in casa.
- Se ricevi un’indicazione, chiedi per quanto tempo vale e se cambia nei diversi mesi della gravidanza.
Se ti stai chiedendo quali tisane in gravidanza siano adatte a te, questa conversazione è il punto di partenza giusto: ogni gravidanza è diversa.
In erboristeria possiamo aiutarti a leggere le etichette e a capire quali ingredienti ci sono in una miscela, così da portare a chi ti segue informazioni chiare. La scelta finale, però, resta al medico o all’ostetrica. Se ti serve una mano, passa in Via dei Mille 16 a Sassari per una consulenza erboristica, oppure scrivici su WhatsApp. Se vuoi capire i termini che trovi sulle confezioni, nel nostro glossario trovi i più comuni.