Rosa, fiordaliso, elicriso, lavanda: sugli scaffali dell’erboristeria li trovi in flaconi spray, con nomi che a volte confondono. Per capire cos’è un idrolato bisogna partire dalla distillazione. Quando una pianta viene distillata in corrente di vapore, alla fine si raccolgono due prodotti: l’olio essenziale, che galleggia, e un’acqua profumata che contiene una piccola parte delle sostanze aromatiche della pianta. Quell’acqua è l’idrolato.
Cos’è un idrolato e come si ottiene
Nel distillatore il vapore attraversa fiori, foglie o sommità della pianta e ne trascina via le sostanze volatili. Poi si raffredda e torna liquido. A quel punto olio essenziale e acqua si separano: l’olio si raccoglie a parte, l’acqua aromatica resta. Per questo l’idrolato si chiama anche acqua aromatica, acqua distillata o, quando viene dai fiori, acqua floreale.
Alcune acque distillate hanno una lunga storia anche fuori dalla cosmesi. Quella di amamelide, per esempio, ha una sua scheda presso l’Agenzia europea dei medicinali, tra le preparazioni vegetali di uso tradizionale.
Cos’è un idrolato e cosa non è
Accanto agli idrolati, sugli scaffali trovi prodotti dal nome simile ma molto diversi. Ecco come distinguerli:
- Olio essenziale: concentratissimo, si usa a gocce e sempre diluito.
- Idrolato: delicato, si usa così com’è, direttamente sulla pelle.
- Acqua profumata o aromatizzata: di solito è acqua a cui sono stati aggiunti profumo o olio essenziale insieme a un emulsionante. Può essere piacevole, ma non è un idrolato.
Per distinguerli, leggi l’INCI. Un idrolato riporta il nome latino della pianta seguito da “Water” o “Flower Water”, per esempio Rosa Damascena Flower Water o Helichrysum Italicum Flower Water. Se in cima alla lista trovi “Aqua” e più in basso “Parfum”, è un’acqua profumata.
Idrolato: come si usa ogni giorno
- Come tonico. Dopo la detersione, nebulizzalo sul viso o passalo con un dischetto di cotone. È adatto anche a chi non ama i tonici con alcol, come raccontiamo nella guida alla pelle mista.
- Come spray rinfrescante. D’estate, tenuto in frigorifero, è un gesto piacevole su viso e collo.
- Per le maschere. Al posto dell’acqua, per sciogliere l’argilla in polvere.
- Prima della crema. Qualche spruzzo sulla pelle aiuta a stendere meglio crema o siero.
- Per profumare. Su cuscini e biancheria, con un tocco leggero.
Alcuni idrolati sono preparati anche per uso alimentare, per aromatizzare dolci e bevande. Usali in cucina solo se l’etichetta lo indica espressamente: un idrolato cosmetico non è fatto per essere bevuto.
Come scegliere e conservare un idrolato
Sapere cos’è un idrolato aiuta anche a conservarlo: è fatto quasi solo d’acqua, e quindi è delicato. Dopo l’apertura tienilo al fresco e al riparo dalla luce, e usalo entro il tempo indicato dal simbolo del vasetto aperto in etichetta. Molti produttori aggiungono un conservante delicato proprio per garantirne la durata: è normale trovarlo nell’INCI. Se l’odore cambia o il liquido diventa torbido, non usarlo più.
Anche se è delicato, un idrolato può non andare bene a tutte le pelli. La prima volta provalo su una piccola zona e sospendi l’uso se compare un arrossamento. Evita il contatto diretto con gli occhi, salvo prodotti formulati apposta per il contorno occhi.
Tra i più amati in Sardegna c’è l’idrolato di elicriso, la pianta dorata della macchia mediterranea: trovi tutto nella scheda dedicata all’elicriso.
Ora che sai cos’è un idrolato, il modo migliore per sceglierlo è annusarlo. In erboristeria ti facciamo provare i profumi e ti aiutiamo a trovare quello giusto per la tua pelle, anche dentro la nostra proposta di cosmesi naturale. Ti aspettiamo in Via dei Mille 16 a Sassari, oppure scrivici su WhatsApp.