L’elicriso è una delle piante più riconoscibili della macchia mediterranea: un piccolo arbusto argenteo dai fiori giallo-oro che, d’estate, profuma le coste e le colline della Sardegna. In questa scheda trovi tutto quello che c’è da sapere sull’elicriso: com’è fatto, dove cresce, quali proprietà gli attribuisce la tradizione, come si usano l’olio essenziale, l’oleolito e l’idrolato di elicriso e quali sono le controindicazioni da conoscere prima di usarlo.
Cos’è l’elicriso
Con il nome di elicriso si indicano diverse specie del genere Helichrysum, famiglia delle Asteraceae, la stessa della camomilla e della calendula. In Italia la specie più conosciuta è l’elicriso italico, Helichrysum italicum, diffuso lungo le coste e nelle zone aride di tutto il Mediterraneo. Il nome viene dal greco e unisce le parole che significano «sole» e «oro»: un riferimento al colore dei capolini, che restano gialli anche da secchi. Per lo stesso motivo in molte zone d’Italia l’elicriso è chiamato anche perpetuino o semprevivo.
L’elicriso è un arbusto perenne e aromatico, alto in genere tra i 30 e i 50 centimetri, molto ramificato fin dalla base, con la parte bassa dei fusti legnosa. Le foglie sono strette, lineari e di colore grigio-verde, coperte da una leggera peluria che le fa sembrare argentate. I fiori sono piccolissimi, tubolosi e profumati, raccolti in capolini giallo-oro riuniti a mazzetti all’apice dei rami. Dopo la fioritura producono piccoli frutti piumosi.
Basta sfiorare la pianta per sentire il suo profumo caldo, speziato e un po’ resinoso. È proprio questo aroma ad aver dato all’elicriso il soprannome di pianta del curry: alcune varietà ricordano davvero l’odore della miscela di spezie indiana, anche se con il curry non hanno niente a che fare.
L’elicriso in Sardegna
In Sardegna cresce una sottospecie particolare, l’Helichrysum italicum subsp. microphyllum, che secondo Sardegna Foreste è esclusiva della Sardegna, della Corsica e delle Baleari. È un elicriso dalle foglie molto piccole, tipico della macchia mediterranea, che predilige le zone aride, sassose e ben esposte al sole, dal livello del mare fino alla montagna.
In sardo l’elicriso ha nomi che raccontano il legame con il calendario religioso: erva ‘e Santa Maria e vrore ‘e Santu Juvanne, il fiore di San Giovanni. Fiorisce infatti tra aprile e maggio nelle zone costiere più riparate e tra giugno e luglio nelle zone più alte, proprio a ridosso della festa di San Giovanni, il 24 giugno.
La tradizione popolare sarda ne faceva un uso molto pratico. Sardegna Foreste ricorda che l’elicriso serviva per profumare la biancheria e, al tempo della macellazione, per bruciare le setole dei maiali. Ancora oggi i mazzetti di elicriso secco si usano in casa come profumatori naturali e come decorazione, perché i fiori mantengono a lungo forma e colore.
Elicriso: proprietà secondo la tradizione
Quando si parla di elicriso proprietà è la parola più cercata. È importante distinguere tra quello che racconta la tradizione e quello che oggi si può affermare. Le fonti sulla flora sarda riportano che nella medicina popolare all’elicriso venivano attribuite virtù sudorifere, astringenti e utili per il respiro. Sono indicazioni che appartengono alla storia dell’uso della pianta e che riportiamo come tali: non sono indicazioni terapeutiche e non sostituiscono il parere del medico.
Oggi l’elicriso trova il suo impiego principale nella cosmesi, sotto forma di olio essenziale, oleolito, idrolato ed estratti inseriti in creme, sieri e detergenti per il viso e il corpo. È apprezzato soprattutto nei prodotti per pelli secche, delicate o arrossate e nei trattamenti per le zone più sensibili del viso. Nei prodotti cosmetici lo riconosci in etichetta con il nome botanico: Helichrysum Italicum Flower Oil, Flower Extract o Flower Water.
Per gli integratori alimentari a base di piante, in Italia valgono le regole del Ministero della Salute, che indica quali sostanze vegetali si possono usare e quali effetti fisiologici si possono dichiarare. Per questo, se cerchi un integratore, ti consigliamo di chiedere in erboristeria e di leggere sempre l’etichetta del prodotto.
Olio di elicriso: olio essenziale e oleolito
Quando si parla di olio di elicriso si possono intendere due prodotti molto diversi: l’olio essenziale e l’oleolito. Hanno usi, concentrazioni e avvertenze differenti, ed è bene non confonderli.
Olio essenziale di elicriso
L’olio essenziale di elicriso si ottiene per distillazione in corrente di vapore delle sommità fiorite. Per produrne poche gocce servono grandi quantità di fiori, ed è per questo che è uno degli oli essenziali più pregiati e costosi. Ha un profumo intenso, caldo e mielato, con note di fieno e di spezie.
Come tutti gli oli essenziali, è un prodotto molto concentrato. Sulla pelle non va usato puro ma sempre diluito in un olio vegetale, come l’olio di mandorle dolci, di jojoba o di oliva. In aromaterapia e in cosmetica naturale lo si usa in piccole quantità, spesso insieme ad altri oli essenziali, per preparare oli da massaggio e trattamenti per il viso.
Oleolito di elicriso
L’oleolito di elicriso è un olio vegetale in cui sono stati lasciati macerare i fiori della pianta. È molto più delicato dell’olio essenziale e si può usare direttamente sulla pelle, per esempio dopo la doccia o come base per massaggi e impacchi. Ha un colore dorato e un profumo leggero.
Oleolito di elicriso: la ricetta tradizionale
Preparare l’oleolito di elicriso in casa è semplice, a patto di avere fiori ben asciutti e di lavorare con pulizia. Ecco il metodo tradizionale per macerazione a freddo:
- Raccogli le sommità fiorite in una giornata asciutta, lontano da strade e campi trattati. In Sardegna ricorda che la raccolta delle piante spontanee può essere regolata: informati sulle norme della zona.
- Lascia appassire i fiori all’ombra per un giorno, così perdono parte dell’acqua e l’oleolito si conserva meglio.
- Riempi per circa due terzi un barattolo di vetro pulito e asciutto con i fiori.
- Coprili completamente con olio extravergine di oliva o di girasole, mescola con un cucchiaio di legno per far uscire l’aria e chiudi.
- Lascia macerare per tre o quattro settimane in un luogo luminoso ma non al sole diretto, agitando il barattolo ogni giorno.
- Filtra con una garza, spremendo bene i fiori, e travasa l’oleolito in una bottiglia di vetro scuro.
- Conservalo al riparo da luce e calore e usalo entro qualche mese. Se cambia odore, eliminalo.
Se preferisci un prodotto pronto, scegli un oleolito di elicriso preparato con materie prime controllate e con l’indicazione della data di scadenza: chiedi in erboristeria.
Idrolato di elicriso
L’idrolato di elicriso, detto anche acqua di elicriso, è l’acqua che resta dalla distillazione dell’olio essenziale e che conserva una piccola parte delle sostanze aromatiche della pianta. È il prodotto più delicato tra quelli a base di elicriso: si usa come tonico per il viso, nebulizzato sulla pelle o su un dischetto di cotone, e come base per maschere fatte in casa con argilla.
Elicriso in tisana e in cucina
L’elicriso si usa poco in tisana: la sua forza sta nell’aroma, che in un infuso risulta intenso e amarognolo. Se vuoi provarlo, usalo in piccole quantità insieme ad altre erbe e chiedi in erboristeria una miscela adatta.
In cucina, invece, l’elicriso è un aromatico curioso. Qualche rametto fresco, aggiunto a fine cottura e poi tolto, dà un profumo caldo e speziato a riso, sughi, carni e verdure.
Come scegliere un prodotto all’elicriso
- Leggi il nome botanico. In etichetta deve comparire Helichrysum italicum: è l’unico modo per sapere quale elicriso c’è nel prodotto.
- Guarda la parte usata. Fiori (flower) o sommità fiorite indicano la parte più ricca di aroma.
- Distingui olio essenziale e oleolito. Il primo è concentrato e va diluito, il secondo si usa così com’è.
- Controlla l’origine. Se cerchi elicriso sardo, chiedi la provenienza delle materie prime: molti produttori la indicano.
- Valuta la confezione. Oli essenziali e oleoliti si conservano meglio in vetro scuro.
Come usare l’elicriso nella cura della pelle
L’elicriso entra facilmente in una routine di cura della pelle semplice e naturale. Ecco alcuni modi d’uso, dal più delicato al più concentrato.
Al mattino: idrolato come tonico
Dopo la detersione, nebulizza l’idrolato di elicriso sul viso o passalo con un dischetto di cotone. Lascialo asciugare e procedi con la tua crema abituale. È un gesto rinfrescante, adatto anche alle pelli che non tollerano i tonici alcolici.
La sera: qualche goccia di oleolito
Scalda tra le mani poche gocce di oleolito di elicriso e applicale con un leggero massaggio su viso, collo o sulle zone del corpo più secche. Se hai la pelle mista o grassa, usane pochissimo o preferisci una crema leggera all’elicriso.
Per il massaggio: olio essenziale diluito
Per un olio da massaggio, l’olio essenziale di elicriso va sempre sciolto in un olio vegetale. Per il viso si usano diluizioni molto basse, intorno all’uno per cento, cioè circa due gocce di olio essenziale in dieci millilitri di olio vegetale; per il corpo si può arrivare a qualche goccia in più. In caso di dubbio, chiedi in erboristeria la diluizione adatta alla tua pelle.
Come conservare i prodotti all’elicriso
Luce, calore e aria sono i nemici principali di oli essenziali, oleoliti e idrolati. Conservali in bottiglie di vetro scuro ben chiuse, lontano dalle fonti di calore e dal sole diretto. L’olio essenziale, se ben conservato, mantiene il suo profumo a lungo; l’oleolito tende invece a irrancidire nel giro di alcuni mesi, e l’idrolato, una volta aperto, va usato in tempi brevi e tenuto preferibilmente in frigorifero. Se un prodotto cambia odore o colore, è meglio non usarlo più.
Storia e curiosità sull’elicriso
Il nome scientifico Helichrysum deriva dalle parole greche per «sole» e «oro» e descrive alla perfezione i capolini dorati che, in piena estate, colorano la macchia. Proprio perché i fiori non perdono il colore seccando, l’elicriso è da sempre una delle piante preferite per le composizioni di fiori secchi e per i mazzetti da appendere in casa.
In Sardegna è una pianta di casa: la si incontra lungo i sentieri costieri, sulle dune consolidate, nei terreni sassosi dell’interno. Il suo profumo, che si sprigiona con il caldo delle ore centrali, è per molti sardi uno dei profumi dell’estate, insieme a quello del mirto e del lentisco. Non a caso l’elicriso compare spesso nei prodotti che raccontano l’isola, dai cosmetici agli oli profumati per la casa.
Elicriso: controindicazioni e avvertenze
Anche una pianta naturale va usata con attenzione. Ecco le avvertenze principali sull’elicriso:
- Allergie. Chi è allergico alle piante della famiglia delle Asteraceae (come camomilla, arnica, calendula) può reagire anche all’elicriso.
- Prova cutanea. Prima di usare un prodotto nuovo sulla pelle, provalo su una piccola zona dell’avambraccio e aspetta 24 ore.
- Olio essenziale. Non usarlo puro sulla pelle, non applicarlo vicino agli occhi e non ingerirlo se non su indicazione di un professionista.
- Bambini, gravidanza e allattamento. In questi casi chiedi sempre il parere del medico prima di usare oli essenziali o integratori.
- Terapie in corso. Se assumi farmaci, parlane con il medico o il farmacista prima di usare integratori a base di piante.
Come coltivare l’elicriso
L’elicriso è una pianta generosa anche in vaso o in giardino, purché abbia sole e un terreno che non trattenga l’acqua. Ama le posizioni in pieno sole, i terreni sassosi o sabbiosi e ben drenati, e sopporta bene la siccità e il vento salmastro. Va annaffiato poco, soprattutto in inverno, perché soffre i ristagni più del secco. Dopo la fioritura si possono accorciare i rami per mantenere la pianta compatta e favorire nuovi getti.
Domande frequenti sull’elicriso
L’elicriso cresce solo in Sardegna?
No, l’Helichrysum italicum cresce in tutto il Mediterraneo. La sottospecie microphyllum, invece, è esclusiva di Sardegna, Corsica e Baleari.
Perché si chiama pianta del curry?
Per il profumo delle foglie e dei fiori, che in alcune varietà ricorda quello della miscela di spezie. Non è però la pianta da cui si ricava il curry.
Che differenza c’è tra olio essenziale e oleolito di elicriso?
L’olio essenziale si ottiene per distillazione ed è molto concentrato: va sempre diluito. L’oleolito è un olio vegetale in cui hanno macerato i fiori ed è adatto all’uso diretto sulla pelle.
Quando fiorisce l’elicriso?
Tra aprile e maggio sulle coste più riparate, tra giugno e luglio nelle zone più alte. In Sardegna la fioritura piena coincide con il periodo della festa di San Giovanni.
Dove trovo prodotti all’elicriso a Sassari?
Passa nella nostra erboristeria in Via dei Mille 16 o scrivici su WhatsApp: ti diciamo quali prodotti all’elicriso sono disponibili, tra olio essenziale, oleolito, idrolato e cosmetici, e ti aiutiamo a scegliere quello più adatto a come vuoi usarlo.