Al bancone, appena arrivano i primi freddi, la domanda torna puntuale: che cos’è esattamente la propoli e come va presa? È uno dei prodotti dell’alveare più conosciuti, ma anche uno dei meno capiti. Non è miele, non è cera e non è un’erba: è una resina che le api trasformano e usano come una vernice protettiva per la loro casa. Qui ti spieghiamo da dove viene, in che forme la trovi e come si usa nel modo giusto.
Cos’è la propoli e come la producono le api
Le api bottinatrici raccolgono sostanze resinose dalle gemme e dalla corteccia di alcuni alberi, come pioppi, betulle e conifere. Le portano all’alveare, le lavorano e le mescolano con cera e altre sostanze. Il risultato è un materiale appiccicoso quando fa caldo, duro e friabile quando fa freddo.
Le api lo usano per sigillare le fessure, restringere l’ingresso dell’alveare d’inverno e rivestire le pareti interne. La composizione cambia molto secondo la zona e la vegetazione: resine, cere, oli essenziali, un po’ di polline e una quota importante di polifenoli, tra cui i flavonoidi.
In che forme trovi la propoli in erboristeria
La resina grezza non si usa così com’è: viene purificata ed estratta. Queste sono le forme più comuni.
| Come si usa | Da sapere | |
|---|---|---|
| Gocce idroalcoliche | Qualche goccia in poca acqua o su un cucchiaino di miele | Contengono alcol; è la forma più tradizionale |
| Estratto analcolico | Come le gocce | Senza alcol, spesso con glicerina, sapore più morbido |
| Spray | Spruzzi direttamente in bocca | Comodo fuori casa; alcuni sono dispositivi medici |
| Pastiglie e caramelle | Si sciolgono lentamente in bocca | Spesso con miele, erbe aromatiche o vitamine |
| Pomata | Sulla pelle | È un cosmetico, non va ingerita |
Sull’etichetta degli estratti trovi spesso il titolo, cioè la quantità garantita di polifenoli, a volte espressi come galangina, uno dei flavonoidi tipici di questa resina. È un dato utile per confrontare prodotti diversi: ti spieghiamo come leggerlo nella pagina su come si legge l’etichetta degli integratori.
Come si usa la propoli: dosi e consigli pratici
La prima regola è semplice: segui la dose indicata in etichetta, perché la concentrazione cambia molto da un prodotto all’altro. Venti gocce di una soluzione non equivalgono a venti gocce di un’altra.
- Gocce: diluiscile in un po’ d’acqua tiepida o lasciale cadere su un cucchiaino di miele, che ne addolcisce il gusto amaro e resinoso.
- Spray e pastiglie: sono i formati da tenere in borsa nei mesi freddi, quando si passa molto tempo in ambienti chiusi.
- Periodi limitati: in genere si usa a cicli di qualche settimana, non tutto l’anno.
Un consiglio da bancone: la soluzione idroalcolica può lasciare un velo giallastro e appiccicoso su denti e lavandino. È normale e va via con un semplice lavaggio. Nella tradizione la propoli è il prodotto dell’alveare a cui si pensa per il benessere della gola quando arriva il freddo; se però hai febbre o fastidi che durano più di qualche giorno, la prima telefonata è al medico.
Prima di usare la propoli: allergie e cautele
È un prodotto naturale, ma non è adatto a tutti. Chi è allergico ai prodotti dell’alveare, al polline o al balsamo del Perù deve evitarla, perché sono possibili reazioni sulla pelle e in bocca. Se non l’hai mai usata, comincia con poche gocce e osserva come reagisci.
In gravidanza, durante l’allattamento e per i bambini chiedi sempre prima al medico o al pediatra, anche perché molte soluzioni contengono alcol. Lo stesso vale se prendi farmaci. L’Istituto Superiore di Sanità cita la propoli, insieme alla pappa reale, nella sua pagina sugli integratori alimentari: vale la pena leggerla, e ricordare che un integratore serve a completare la dieta, non a sostituirla.
Nel reparto propoli trovi gocce, spray e pastiglie, tra cui la soluzione idroalcolica Apix Propoli di Bios Line. Se non sai quale forma fa per te, passa a trovarci in Via dei Mille 16 a Sassari o scrivici su WhatsApp: la scegliamo insieme.